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- Tratto da "Trattato dei Sette Raggi - Guarigione Esoterica" di ALICE A. BAILEY - L'aspetto superiore della mente
L'anima può essere considerata come il principio intelligenza, le cui caratteristiche sono la mente e la consapevolezza mentale, che a loro volta si manifestano come facoltà di analizzare, discriminare, separare e distinguere, scegliere o rifiutare, con tutto ciò che questi termini implicano. Finché l'uomo si identifica con l'apparenza, questi aspetti del principio mentale producono in lui la "grande eresia della separazione". E' l'apparenza della forma che lo inganna e lo illude totalmente. Egli ritiene di essere la forma e dalla comprensione di se stesso come forma materiale, identificato con l'apparenza esteriore, giunge a realizzare di essere desiderio insaziabile.
- Tratto da "L'arte della Guerra" di Sun Tzu - Le Risorse Interiori
Il generale saggio va in cerca del cibo in mezzo al nemico. Ogni staio di cibo nemico equivale a venti del mio. Ogni fienile di foraggio equivale a venti del mio. Nell'eterna battaglia interiore, spesso ci troviamo senza forze per continuare e cerchiamo sostegno all'esterno perché da soli non riusciamo a trovare dentro di noi ciò che serve per superare gli ostacoli. Per quanto possano darci un sollievo nell'immediato, dentro di noi non maturano le capacità e le forze necessarie per proseguire sul sentiero. L'aiuto esterno diventa, quindi, una occasione mancata per poter trovare la parte più radiante di noi stessi. E' proprio entrando in contatto profondo con le nostra disarmonie che abbiamo l'opportunità di conoscere i nostri talenti e svilupparli fino al massimo del loro potenziale. Saggio, quindi, è colui che affronta senza alcuna paura le profondità della sua coscienza, consapevole che in fondo a noi stessi potremo trovare solo la nostra parte migliore.
- Tratto da "La Bhagavad Gita" - Karma Yoga - Verso 26 - Il continuo Cercare
La liberazione nel Supremo è molto vicina per chi ha realizzato la propria identità spirituale e, padrone di sé, libero dalla collera e dal desiderio materiale, si sforza costantemente di raggiungere la perfezione La ricerca della Verità di se stessi e della Vita non può essere un lavoro a tempo perso. La Vita si manifesta attraverso di noi in ogni istante che noi lo vogliamo oppure no. In ogni momento abbiamo l'opportunità di cercare la nostra vera identità più profonda e diventare sempre più padroni di noi stessi superando l'ignoranza e gli altri ostacoli ma anche coltivare le nostre perfezioni come la saggezza. Progressivamente, dopo infiniti sbagli e altrettante vittorie, raggiungeremo la perfezione che altro non è che aver sviluppato i nostri talenti che la Vita ci ha donato per usarli al massimo del nostro potenziale. Che ognuno di noi non smetta mai di cercare il proprio sé e i propri talenti per il beneficio di tutti gli esseri.
- Tratto da "Bodhisattvacharyavatara" - Il rifugio del buddhista
Per prima cosa bisogna porre impronte positive, accumulando Karma virtuoso, e a tal fine si inizia riferendosi ai Tre Gioielli: i Tathagata (gli esseri illuminati), il Dharma (gioiello immacolato) e i figli di Buddha (gli esseri superiori del sentiero, oceani di saggezza) Una preghiera buddhista recita così: 'Nel Buddha, nel Dharma e nella Sanga prendo rifugio fino all'illuminazione Con la pratica della genorisità e delle altre perfezioni, possa io ottenere lo stato di Buddha per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.' Questo è ciò che dobbiamo tenere ben a mente per ogni passo che facciamo sul sentiero affinchè le nostre scelte e le conseguenti azioni possano essere il più possibile in armonia con la Vita.
- Tratto da "Foglie del giardino di Morya" - Passo numero 89 - L'angelo sul sentiero
Passo numero 89 - A ciascuno è data una Guida felice e benedetta. Abbandonati interamente a Lui solo, altrimenti la porta sarà aperta e le correnti confuse. Invocalo non con domande incerte ma con l’affermazione. Se ti manderò un messaggio tramite Lui, la corrente sarà diretta. Non prestare ascolto a chi ti avvicina quando sei indolente. Per la finestra aperta sulle tenebre, entrano le voci della notte. Ma l’appello dell’amore evocherà la risposta dell’Amato. Ama coloro che ti hanno scelto. Realizza il legame con la tua Guida e nulla di indegno ti verrà vicino. Ama! Discerni! Colpisci il male! Le Mie Benedizioni ti accompagnino. ‘Quando il discepolo è pronto il Maestro arriva' questa è la massima esoterica che ci ricorda che, nel momento in cui raggiungiamo un sufficiente livello di purificazione, è utile ci venga affiancata una guida che abbia la qualità necessaria per poter dare il supporto necessario nei momenti difficili del sentiero. Il suo ruolo sarà quello di un faro che ci indicherà la direzione nei momenti in cui la tempesta imperverserà. La Guida non farà scelte per noi ma ci darà gli strumenti per affrontare il sentiero; starà a noi fidarsi e abbandonarsi a suoi consigli e alla direzione che ci sta dando soprattutto quando ci apparirà poco sensata.
- Yogasutra di Patanjali - Sadhana Pada - Sutra 31 - La retta condotta del Buddhista
Yogasutra di Patanjali - Sadhana Pada - Sutra 31 Sanscrito: “Ete jati-desa-kala-samayanavacchinnah sarvabhauma mahavratam” Traduzione di Claudio Biagi: “(l’osservanza degli yama deve essere praticata come) il supremo (applicabile e obbligatorio in ogni circostanza senza alcuna eccezione) grande voto, non condizionato (né) da nascita (in un particolare stato sociale), (o da) luogo o regione (di residenza), (o dai) tempi e(dalle) occasioni.” Ispirazione di: La Luce dell'Anima di AAB Questo sutra spiega l'universalità di alcuni requisiti e studiando i cinque comandamenti che formano la base di ciò che il buddista chiama "retta condotta" vedremo che essi costituiscono anche il fondamento di ogni vera legge e che l'infrazione di quei principi viene considerata una illegalità. La parola tradotta come "dovere" o "obbligo" potrebbe essere opportunamente designata in riferimento ai doveri verso gli altri dal termine più lato "dharma", che letteralmente significa "retto adempimento dei propri obblighi o doveri" (karma) nel luogo, nell'ambiente e nelle circostanze in cui il destino ci ha posti. Certe fondamentali norme di condotta debbono essere osservate , senza che sia consentita alcuna deviazione per considerazioni di nazionalità, di luogo, di età o di circostanza. Queste sono le cinque immutabili leggi che governano l'umana condotta e quando tutti si saranno ad esse conformati, il pieno significato delle parole "Pace a tutti gli esseri" verrà realmente compreso.
- Tratto da "Trattato dei Sette Raggi - Guarigione Esoterica" di ALICE A. BAILEY - Il sentiero dell'evoluzione
Sul sentiero dell'evoluzione della prova, l'uomo giunge alla conoscenza della propria Anima individuale e ne intravede la qualità e il proposito. Sul sentiero del discepolato e dell'iniziazione, scorge la qualità e proposito della sua Vita planetaria e scopre di far parte di una Vita di raggio che si manifesta mediante la forma di un pianeta e incarna un aspetto del proposito e dell'energia divini. Dopo la terza iniziazione, l'uomo intravede qualità e proposito del sistema solare, vede la vita ed energia del suo raggio come parte di un tutto più vasto. Questi non sono che modi di esprimere la qualità che emerge e il proposito celato delle Vite che, in un determinato ordine, informano ogni apparenza e Ille conferiscono una qualità
- Tratto da "L'arte della Guerra" di Sun Tzu - L'arma della Meditazione
E così, chi non conosce a fondo i pericoli inerenti all'impiego delle armi, ugualmente non può conoscere a fondo i vantaggi che derivano dal loro impiego. Nell'eterna battaglia interiore, in ogni momento della vita ci troviamo a dover fare delle scelte e a compiere azioni. Fino a che non saremo completamente conspevoli di quello che ci accade, ignorando le conseguenze determinate dalle energie che muoviamo, ci troveremo a sperimentare stati di disarmonia. La comprensione e la trasformazione sarà l'unico modo per evitare tali disarmonie ma fino a che questo stato non sarà raggiunto, sarà necessario trovare le armi che ci permettono di sostenere il conflitto interiore. La pratica della meditazione è il principale strumento e solo continuando a praticarla che diventeremo sempre più efficaci nel placare i conflitti e diradare la nebbia dell'ignoranza.
- Tratto da "La Bhagavad Gita" - Karma Yoga - Verso 25 - La Dualità della Mente
Colui che ha superato le dualità che nascono dal dubbio e orienta i pensieri verso l'interno, che è libero dal peccato e opera per il bene di tutti gli esseri, raggiunge la liberazione nel Supremo. La mente umana viene spesso associata esclusivamente alla nostra parte razionale come fredda calcolatrice. La parte mentale costituisce la parte duale della nostra coscienza che ci porta a stabilire ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, cosa è buono da cosa non lo è e così via. Tanto più ci identifichiamo in questa dualità e tanto meno lasciamo spazio all'intuizione, finiremo per essere responsabili della gabbia che noi stessi abbiamo contribuito a creare. In questa prigionia avremo l'illusione di poter scegliere ma in realtà saremo solo vittima delle nostre stesse paure e dei nostri attaccamenti. Il vero discernimento lo avremo fuori da questa gabbia dove l'intuizione ci permetterà di avere una percezione più ampia e più profonda, permettendoci di andare oltre i nostri limiti e agire a beneficio di tutti gli esseri e della Vita.
- Tratto da "Bodhisattvacharyavatara" - Il Grande Fuoco Purificatore
Boddhicitta produce una quantità illimitata di benefici e come il 'grande fuoco' distrugge l'universo, così essa distrugge il karma negativo da noi creato da tempo senza inizio. Come ricordato dai Veda e dal Maestro Gesù, il Grande Fuoco può essere invocato per la purificazione dei nostri corpi grossolani, come il corpo fisico ed eterico, e anche i corpi più sottili, come i corpi emotivi e mentali. Questo Fuoco purifica la materia affinchè questa possa diventare il perfetto strumento per la realizzazione della Vita. Tanto più la mente viene illuminata dalla luce dell'anima, tanto più il Fuoco diventa strumento di guarigione per se stessi e per chi ne ha bisogno. Che ognuno di noi possa sviluppare le doti che gli permettano di invocare il Grande Fuoco a beneficio di tutti gli esseri.
- Tratto da "Foglie del giardino di Morya" - Passo numero 86 e 87 - Come un bambino sul sentiero
Passo numero 86 e 87 – La vera calma dello spirito è provata dalle inerzie della vita quotidiana. Una ferma fiducia si palesa in te perché sei certo della Nostra Protezione sulla retta via. Ti mando il Mio Scudo. Difendi Morya come Io difendo te. Comprendi l’anima del tuo fratello. Sii attivo, mostra compassione: ecco il potere del Mio Scudo. Molti sono i miracoli nel mondo e l’anelito puro e ardente porta alla vittoria. Mano a mano che proseguiamo sul sentiero , la nostra visione del mondo cambia. Se prima interpretavamo gli eventi avversi come delle sfortune, dopo verranno viste come opportunità di comprendere se stessi e la Vita. Se prima incolpavamo gli eventi esterni dell’insuccesso dei nostri talenti, dopo questi verranno interpretati come il tempo necessario affinché la materia di cui siamo composti diventi sufficientemente raffinata per esprimere il meglio di noi. Tutto quanto è servito per tenerci e supportarci sul sentiero per opera dei Maestri che, come noi, hanno già calcato il sentiero e sanno bene ciò che è necessario ad ognuno di noi per la realizzazione della Vita. Come Loro anche noi un giorno, quando tutti i nostri nodi karmici saranno sciolti, dovremmo prenderci la responsabilità e la cura del sentiero dei nostri fratelli. A quel punto, tutte le prove superate non saranno che insegnamenti per coloro che stanno calcando il sentiero.
- Yogasutra di Patanjali - Sadhana Pada - Sutra 30 - I Cinque Comandamenti
Yogasutra di Patanjali - Sadhana Pada - Sutra 30 Sanscrito: “ Ahimsa-satya-asteya-brahmacarya-aparigraha yamah ” Traduzione di Claudio Biagi: “ ahimsa (non nuocere o ferire nessun essere), satya (dire il vero, essere sincero in ogni circostanza della vita), asteya (non rubare, cioè non appropriarsi di alcuna cosa appartenente ad altrui), brahmacharya (continenza, vita disciplinata, specialmente in fatto di sesso), (e) aparigraha (non-possessività, non ricevere e accumulare), sono gli Yama (astensioni).” Ispirazione di: La Luce dell'Anima di AAB I cinque comandamenti sono semplici e chiari, pure se l'uomo li praticasse, i suoi rapporti con gli altri uomini e con i regni super e sub-umani sarebbero perfetti. Il primo comandamento, inocuità, compendia in realtà tutti gli altri e tutti includono l'intera natura umana. Studiando i vari "mezzi" osserveremo il loro rapporto con l'un o l'altro dei tre aspetti che costituiscono la manifestazione inferiore dell'Ego, la personalità.












